833874 La cura pastorale 4: Prima io e poi gli altri

23.07.2020

Da sempre gli uomini sanno che nella calma c’è la forza. Ogni persona che elargisce cure pastorali ha bisogno ogni tanto di periodi di riposo utilizzati con discernimento e di un orecchio attento.

 
/api/media/513333/process?crop=fixwidth&filetype=jpg&height=1500&token=844534443f56828a17d092193e9f6bec%3A1823126260%3A1011566&width=1500
 

“Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi.” (Matteo 25, 35-36)

Queste parole espresse da Gesù indicano chiaramente che la cura pastorale è complessa. Tuttavia, lasciano supporre che a lungo andare, le cure pastorali possono essere donate solo da colui che è realmente in grado di offrire qualcosa agli altri e che non è egli stesso debole, ammalato e prigioniero di diverse cose.

Preoccuparsi non solo per il proprio prossimo, ma anche della propria anima, questo è il compito di ogni persona che desidera assicurare un accompagnamento pastorale. Ecco consigli millenari, ma sempre di attualità:

Mettersi in disparte: “Ed egli disse loro: “Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario […] (Marco 6, 31). Dopo un periodo di sforzi intensi, i discepoli erano sfiniti. Gesù li invita a riposarsi in un luogo calmo. Ritirarsi per un momento e, per questa volta, non essere al centro degli eventi, ecco che è importante per mantenere l’equilibrio delle proprie forze fisiche e mentali a lungo termine. Infatti, nessuno dovrebbe stancarsi più del dovuto, arrivare a non “funzionare” più o sentirsi “consumato” dentro con la scusa di una responsabilità mal compresa e quindi non essere più in grado di fare nulla.

Riposarsi coscientemente: “Ed egli disse loro: […] e riposatevi un poco.” (Marco 6, 31). Dopo qualsiasi lavoro svolto è necessario concedersi una pausa per poter generare nuove forze. Ciò non significa però che si debba trascurare compiti importanti per giorni interi. Ma una fase di riposo attivo e in coscienza prima e dopo le cure pastorali è di un’importanza capitale per colui che le elargisce. Ne trarrà lui stesso beneficio e anche il suo prossimo. Gesù invita i suoi discepoli a questo equilibrio interiore importante.

La giusta prospettiva: “Noi non signoreggiamo sulla vostra fede, ma siamo collaboratori della vostra gioia, perché nella fede siete già saldi.” (II Corinzi 1, 24). Questo vale per tutte le persone che offrono cure pastorali, con o senza ministero, giovani o meno giovani, donne o uomini. La cura pastorale accompagna i credenti attraverso diverse situazioni alle quali sono confrontati. La cura pastorale conduce a Dio e costituisce un aiuto concreto nella vita (Catechismo della Chiesa Neo-Apostolica DR 688). Ma la cura pastorale non si impone, non richiede nulla, non domina. Riconoscere sempre di nuovo la giusta prospettiva, ecco la prima preoccupazione di colui che elargisce cure pastorali.

Farsi sentire: Se si pretende dalla persona che offre cure pastorali più di quanto sia in grado di dare o se ha già dato più di quello che ha, allora è importante che possa pure lei usufruire di cure pastorali. Come ogni uomo, ha anche bisogno di essere ascoltato. Chiunque elargisce cure pastorali è all’ascolto, ma deve anche lui essere ascoltato.

L’apostolo Paolo ha sottolineato il particolare requisito che consiste non solo nel preoccuparsi del prossimo e dedicarsi interamente alla cura pastorale, ma anche nel prendersi cura di se stesso. A questo proposito, lancia questo appello: “Badate a voi stessi e a tutto il gregge” (Atti 20, 28). Se la persona che offre cure pastorali tiene d’occhio la propria persona, se è in pace con se stessa, se si prende costantemente cura di preservare la sua forza fisica e mentale, allora può prendersi cura del suo prossimo con vigore e con amore.

“Ma amerai il prossimo tuo come te stesso” (Levitico 19, 18); questo comandamento non si ferma dopo la quarta parola!

 

Fotos: ArtmannWitte - stock.adobe.com
Autor: Oliver Rütten
Datum: 23.07.2020
Themen: Glaube